Il dramma di Chiaiano

Le cave di Chiaiano nella selva… notare sullo sfondo la "Torre biologica" del II Policlinico, segno della pericolosa vicinanza della discarica agli ospedali (Foto F. Kaiser)

Stefano Erbaggio (Terra Campania)
MOBILITAZIONE. Nei giorni scorsi si è tenuta l’ennesima manifestazione di protesta contro la discarica.

Mercoledì 8 settembre, nel quartiere di Chiaiano, si è svolta l’ennesima manifestazione contro la discarica costruita al suo interno distruggendo un bosco. In una sua relazione, il professor Gerardo Ciannella, dirigente del Servizio di Medicina Preventiva all’ospedale “Monaldi”, spiega che «Chiaiano era il quartiere più salutare dell’intera città di Napoli, con il più alto indice di longevità e con la incidenza maggiore, per cause di decesso, delle malattie degenerative senili e delle epatopatie e non dei tumori, come oggi».
 
Probabilmente questi tumori sono dovuti ai depositi (illegali e non) di amianto ritrovati nel quartiere e risalenti agli ultimi decenni. L’aumento di morti per tumore, causati dalla discarica, non sarà dimostrabile, visto che in questa zona l’incidenza di questo male è già altissima. La seconda discarica aperta dall’allora commissario Bertolaso è a Terzigno: nel Parco Nazionale italiano più piccolo, quello del Vesuvio, ma sottoposto al più alto numero di vincoli europei. Immondizia in un Parco Nazionale che convive con un’altissima densità abitativa?
 
Le conseguenze di questo folle atto sono devastanti per la Biodiversità del parco (area tutelata come Sic e Zps) e sulla salute dei cittadini. L’uva che cresce attorno alla discarica è inquinata, ma è utilizzata lo stesso per produrre il famoso e pregiato “Lacryma Christi”. Le proteste non si sono fermate quando Bertolaso ha deciso che l’emergenza rifiuti non esiste più: continuano oggi con assemblee pubbliche, manifestazioni di piazza e azioni di sensibilizzazione nei confronti della popolazione campana e delle istituzioni europee.
 
Bisogna sapere che l’Europa ha stanziato 135 milioni di euro per le bonifiche in Campania, ma finché non sarà presentato un piano decente, questi fondi resteranno bloccati. Romano, assessore all’Ambiente, ha promesso un piano di cui non si vede l’ombra, anzi ha intenzione di allargare le suddette discariche. Infatti sono quasi esaurite. Tutto questo nell’omertà dei media nazionali. Nel silenzio generale, pochi parlano delle disfunzioni del termovalorizzatore di Acerra, presentato come un gioiello tecnologico, che però non funziona.
 
Il Governo ha imposto al 50% il limite minimo di raccolta differenziata, senza esigere nessuna percentuale di riciclaggio: oggi i rifiuti differenziati sono mischiati agli indifferenziati all’interno delle discariche. Non è possibile trovare alcuna coerenza nella gestione Bertolaso e in tutti i vari provvedimenti straordinari che hanno ignorato, per 16 anni, il diritto alla salute dei cittadini campani. Il metodo è sbagliato: la prevenzione è il miglior modo per evitare la cura, la cultura e la consapevolezza giocano un ruolo fondamentale.
 
La provincia di Napoli è la zona del mondo che vanta la più alta produzione di rifiuti per unità di superficie, ma nulla si fa per diminuire questa produzione. Si potrebbero razionare gli imballaggi, limitare “l’usa e getta”, imporre un sistema d’impianti decente che vada oltre gli ormai antiquati inceneritori. «Ci sarà una crisi – commenta Angelo Genovese, professore di Zoologia all’università Federico II e attivista di Terzigno – ma quando lo riterranno opportuno. Non interporranno barricate di rifiuti tra gli elettori ed i seggi».

 

Fonte:  http://www.terranews.it/news/2010/09/il-dramma-di-chiaiano

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A NAPOLI SI MUORE PER SMOG (Analisi inviatami dal carissimo amico Dr. Gerardo Ciannella)

– Dal 2007 si verificano a Napoli 1.000 decessi all’anno per le Polveri sottili,secondo l’APAT (Agenzia Protezione Ambientale Territoriale).

– L’inquinamento da Polveri sottili è una delle principali cause delle Epidemie di ASMA,BRONCHITI CRONICHE e Tumori,che si registrano a Napoli e Provincia.

– Dal 2004 al 2007,per ogni anno,sono state formulate n°750 diagnosi di CANCRO del POLMONE,a Napoli,nell’Ospedale MONALDI e non tutti i Tumorali erano Fumatori.

– Dal 2002 al 2006 è stato riscontrato un aumento del 50 x cento del MESOTELIOMA PLEURICO (incurabile Tumore del Torace )ed è stata evidenziata ,da Ricercatori Specialisti-Medici dell’Ospedale Monaldi ,che la maggior parte di questo tumore è stata indotta da una CANCEROGENESI AMBIENTALE(e non-LAVORATIVA)provocata dall’INQUINAMENTO indotto dalla presenza di AMIANTO\ASBESTO e di ETERNIT (Amianto +Cemento) nelle DISCARICHE di RIFIUTI Tossici,Nocivi e Pericolosi,presso le quali hanno abitato i Malati Tumorali.

      Da tutto ciò deriva la indispensabile necessità di una rigorosa ed attenta BONIFICA del Territorio Campano,ad opera dei vari Responsabili istituzionali(Nazionali-Regionali-Provinciali-Comunali),nella convinzione che la VERA PREVENZIONE delle Malattie Tumorali e Croniche non è tanto la loro diagnosi precoce,quanto,invece,la TUTELA  AMBIENTALE del TERRITORIO,prevista dall’Art.9 e  dall’Art.32 della Costituzione della Repubblica Italiana,allo scopo di evitare il grave RISCHIO della esposizione mortale alle Sostanze Tossiche e Cancerogene.

– In Medicina,ad oggi,sappiamo bene che i Progressi nel campo della Diagnosi sono superiori ai Progressi nel campo della Terapia,percui,fare diagnosi precoce di un Tumore e,poi,non poterlo curare,non vale molto per il Paziente.Fare Diagnosi Precoce cioè Predizione clinica non è una Prevenzione Primaria accettabile.PREVENZIONE PRIMARIA é PREVENIRE l’INSORGENZA stessa della MALATTIA,attraverso lo Studio dei Fattori di RISCHIO e dell’Azione Tossica degli INQUINANTI e PRATICARE la loro eliminazione.

    Oggi,abbiamo bisogno di questa MEDICINA,per studiare , conoscere l’AMBIENTE e proteggerlo,per modificare i nostri COMPORTAMENTI,talvolta errati e correggerli…

    Dovremmo,Noi Medici,riprenderci la competenza dell’AMBIENTE(il Ministero della SALUTE non si occupa più dell’AMBIENTE,che è diventato competenza di un altro Ministero).Dovremmo tutti operare una Conversione Culturale ECOLOGICA,attraverso l’applicazione delle 3 C: Cultura-Consapevolezza-Coscienza,sviluppando il RISPETTO,in Famiglia,nelle Scuole dell’AMBIENTE per una ECOLOGIA AMBIENTALE e promovendo corretti STILI di VITA per una ECOLOGIA UMANA.Creare ALLEANZA tra UOMO ed AMBIENTE,perchè la SALUTE è una condizione di armonico equilibrio,fisico e psichico,della PERSONA,integrata nel suo AMBIENTE di VITA.

– La SALUTE non è un BENE PERSONALE,ma é un BENE da CONDIVIDERE.Non possiamo star bene NOI,dimenticandoci degli ALTRI.

    Ricordiamoci che: "I PROGRESSI nel campo medico non sono dovuti tanto alle Scoperte scientifiche,quanto al miglioramento dell’AMBIENTE" (O.M.S.=Organizzazione Mondiale della Sanità).

 

 

CONSIDERAZIONI su VITA e SALUTE

 

– La VITA,per Noi VIVENTI,è condivisione di    3 Elementi: ARIA – ACQUA – TERRA,è armonia ed equilibrio tra 5 Forze : ARIA – ETERE – FUOCO – ACQUA – TERRA.

– L’UOMO è un "Rapace"di Energia Esterna che sottrae.continuamente ed egoisticamente,dal CREATO,cioè dal Mondo Esterno=TERRA (Minerali e Petrolio), violentando e depredando la Madre-Terra,consumando ed esaurendo le Energie non-rinnovabili (Fossili ed estrattive), utilizzando poco le Energie Rinnovabili (Eoliche-Solari-Meccanico\Biologiche), trascurando la propria personale Energia:la PSICOBIOENERGIA.

– La NATURA non ha bisogno di NOI-UMANI per vivere; siamo NOI-UMANI che abbiamo bisogno della NATURA per esistere;NOI abbiamo bisogno di una Terra sana,di un’Aria pulita,di un’Acqua non-inquinata….

– Il Modello di Vita,attuale,vuole e pretende per "il progresso della Specie" VELOCITA’ ,sempre + VELOCITA’,CONSUMO,sempre + CONSUMO,AVERE,sempre + AVERE (La metà della Ricchezza mondiale è nelle mani del 2 % della Popolazione terrestre).

– I prodotti della PETROL-CHIMICA:PESTICIDI – FERTILIZZANTI -PLASTICHE hanno inquinato la nostra Madre-Terra,per realizzare lo scopo di produrre sempre di più,di guadagnare sempre di più,SENZA RISPETTO per i VIVENTI e distruggendo il Ciclo della VITA Terrestre.

– Oggi,stiamo nella condizione che bisogna lavorare ed impegnarsi per SOPRAVVIVERE e non-per-ARRICCHIRSI…..

– Abbiamo poco tempo,forse 10 anni, per invertire la Rotta…

    Dobbiamo recuperare i legami armoniosi che sono stati spezzati tra Acqua,Aria,Terra;la NATURA è un BENE COMUNE da condividere e non-da-depredare….

 

 

    CHE COSA FARE ?

 

– Consumare di meno. NOI abbiamo poche Necessità per vivere,ma,il CONSUMISMO ci crea inutili Bisogni,dai quali bisogna liberarsi. – Utilizzare con intelligenza le RISORSE NATURALI che abbiamo a disposizione,"coltivando" il SOLE,l’ACQUA,la TERRA,l’ARIA,il FUOCO.

– Condividere con gli Altri,in maniera giusta ed equa,i Beni della TERRA; – Collaborare tra di NOI,evitando la Competizione esasperata,rapportandoci in maniera positiva,non solo con la logica mercantile,ma con la logica sociale che si fonda su:

                  Relazioni Umane . Senso di Comunione . Spirito di Servizio .

                   Il FUTURO è nelle nostre MANI e nelle nostre MENTI.

– Connetterci gli Uni agli Altri,attraverso l’AMICIZIA, il CONTATTO UMANO, la GRATITUDINE (Il Futuro della TERRA,il Futuro della nostra VITA è nella COLLABORAZIONE=BIOSFERA e non-nella-COMPETIZIONE=ECONOSFERA).

– Lavorare per una Società dell’AMICIZIA, della COMPRENSIONE, del RISPETTO : UOMO\ANIMALE\NATURA.

– Costruire le COMUNITA’ e non le INDIVIDUALITA’ (NOI UMANI siamo ANIMALI SOCIALI).

– Sentirci AMATI ed AMANTI nell’Unità del CREATO….

– Innamorarci della NATURA e della VITA.

 

P.S."L’UOMO è stato creato per custodire e per servire la TERRA e non per violentarla"(dai Testi della Santa BIBBIA).

 

 "Quello che TU puoi fare è soltanto una goccia nell’Oceano,ma è ciò che dà significato alla tua Vita" (Albert SCHWEITZER)

 

 

                                                                          Gerardo  Ciannella

                                                Specialista in Pneumotisiologia e in Medicina del Lavoro

                                              Dirigente Responsabile del Servizio di Medicina Preventiva

                                                                      A.O.Monaldi   –  Napoli

 

 

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Non ne possiamo piu’ !

Chiaiano assemblea pubblica 4 settembre

Condizioni invivibili ed una nuova emergenza regionale alle porte

30 / 8 / 2010

Non possiamo piu’ vivere con la discarica !
Puzza, traffico, inquinamento, percolato lasciato dai camion, vibrazioni, danni alle abitazioni, perdita del valore delle attività commerciali.
Negli ultimi mesi la nuova giunta regionale guidata dal Pdl di Caldoro, tramite l’assessore all’ambiente Giovanni Romano, ha cominciato a ventilare addirittura un ampliamento della discarica di Chiaiano. Per anni gli schieramenti politici, i partiti, si sono rimbalzate le responsabilità sulla cattiva gestione dei rifiuti a Napoli ed in Campania. Ora ci vengono a dire che una nuova emergenza è alle porte, dimostrando in questo modo che anche la nuova giunta regionale ha la stessa logica e la stessa programmazione di quella precedente. Vogliono costruire ancora discariche ed inceneritori, perché in questi ultimi anni la raccolta differenziata è stata solo una presa in giro.
Allo stesso modo le istituzioni si sono rifiutate fino ad ora di puntare su un piano rifiuti fondato sulla differenziata vera e sul trattamento meccanico biologico, che eviterebbe il ricorso alle discariche ed agli inceneritori. Giornalisti e magistrati ci dicono che nel 2064 le falde acquifere dell’area nord di Napoli saranno completamente avvelenate. Non avremo più l’acqua potabile e questo a causa della cattiva gestione dei rifiuti. Solo veleno hanno dato all’area nord di Napoli !
Intanto i nostri territori diventano sempre più invivibili. Inquinamento, puzza, danni alle abitazioni causate dal passaggio dei camion, deprezzamento delle abitazioni e delle attività commerciali, questa è al realtà in cui viviamo oggi.
La sola aria che respiriamo è quella avvelenata della discarica.
Le recenti mobilitazioni che hanno fatto pressione sulla Unione Europea rispetto alla vicenda di Chiaiano, hanno portato ad una presa di posizione netta della Commissione Europea sulla mancanza di democrazia che abbiamo vissuto sul nostro territorio in merito all’attività della discarica. Così come il giudizio molto severo dato su tutti gli impianti di veleno, discariche, inceneritori e depositi di ecoballe, è il risultato delle mobilitazioni che tutti i comitati in difesa della saluta e dell’ambiente hanno svolto a partire dal loro territorio.
E’ ora di dire basta e mobilitarci per reclamare la chiusura immediata della discarica di Chiaiano.
Per questo le lotte di questi anni devono oggi lasciare spazio ad un nuovo movimento dal basso fatto da cittadini ed associazioni liberi da politici e partiti che in questi anni nulla hanno fatto per la vivibilità del nostro territorio. Provincia di Napoli e Regione Campania sono i principali responsabili del disastro che sta avvenendo a Chiaiano, Marano e Mugnano.
Dobbiamo mobilitarci per chiedere l’immediata chiusura della discarica di Chiaiano ed impedire che il nostro territorio possa essere interessato da nuove discariche.
Insieme a tutti gli altri cittadini della Campania, organizzati in reti e comitati, dobbiamo mobilitarci per impedire che impedire che il prossimo piano rifiuti della Campania sia fondato su discariche e inceneritori. Riprendere la mobilitazione a Chiaiano come in tutta la Campania è un dovere per difendere la nostra terra è per combattere questo modello di sviluppo capitalista, che distrugge l’ambiente, il lavoro, la salute e la dignità.

Sabato 4 settembre ore 18:00
Assemblea pubblica alla stazione della metro di Chiaiano

Per decidere con tutti i cittadini le iniziative di lotta.
Per restituire dignità al nostro territorio.
Perché politici ed istituzioni, lontani dai cittadini, hanno abbandonato questo territorio ed è ora che i cittadini si organizzino nuovamente.

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano

 

 

 

   

Il video di alcuni interventi durante l’assemblea

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Estate contro la crisi a Chiaiano e Napoli

I comitati di cittadini, in risposta alla crisi che colpisce le fasce più deboli, propongono serate autorganizzate e gratuite di socialità e cultura, mentre le amministrazioni come la Regione continuano a tagliare i fondi per iniziative dedicate a tali settori.

Le serate saranno così strutturate:
Venerdì 16 luglio: Parco Cupa Spinelli a CHIAIANO (ore 20.30) presentaz. del film "Felice!" in memoria dell’artista felice Pignataro, introduce Mirella Pignataro (Centro Sociale Gridas di Scampia). Segue musica e braciata.

Sabato 17 luglio: Parco Cupa Spinelli a CHIAIANO (ore 19.00) presentaz. del libro "Scampia Trip" e tavola rotonda sulla periferia Nord di Napoli, modera Antonio Musella (Lab.Occ.Insurgencia), intervengono Antonio Emma (Presidio Permanente Chiaiano e Marano e coautore), Daniele Sanzone (A67), Maurizio Braucci (scrittore/coautore), Ciro Corona (Presidente Associaz. (R)Esistenza). Segue musica e braciata.

Domenica 18 luglio: Parco Cupa Spinelli a CHIAIANO (ore 20.30) "Draquila" di Sabina Guzzanti, introdice Comitato "3 e 32" de L’Aquila. Segue musica e brace.

Lunedì 19 luglio: Villa Comunale di Via S. Lorenzo a MUGNANO (ore 20.30) "Draquila" di Sabina Guzzanti, introduce Comitato "3 e 32". Segue musica e brace. 

Martedì 20 luglio: Piazza S. Maria La Nova (ore 20.00) "Draquila" di Sabina Guzzanti. Segue musica acoustic live.

Sabato 24 e Domenica 25 luglio: Marano (piazze varie) "Festival delle Culture Urbane".

Venerdì 30 luglio: Villa Capriccio a Capodimonte (dalle ore 16.00) torneo di calcetto sui campi attrezzato di Villa Capriccio. Segue (dalle ore 20.30) spettacolo di cabaret di Angelo Belgiovine (da "La Sai L’Ultima?).

 
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15 luglio 2010: Missione a Bruxelles

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I comitati visitano la discarica di Chiaiano per la prima volta dopo un anno e mezzo

Tutte le criticità denunciate dai comitati sono drammatiche realtà

28 / 6 / 2010

Stamattina, come deciso nel tavolo di confronto tra comitati di Chiaiano e Marano e Provincia di Napoli, si è tenuto il primo sopralluogo nella discarica di Chiaiano che ha visto la partecipazione dei cittadini. Insieme ai rappresentanti del presidio permanente contro la discarica erano presenti il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro e l’assessore all’ambiente Giuseppe Caliendo, il responsabile della Sap.Na Corrado Catenacci, i sindaci di Marano e Mugnano, Perrotta e Porcelli, il presidente della VIII Municipalità Carmine Malinconico, il presidente della commissione ambiente del comune di Napoli Carlo Migliaccio. Insieme ai rappresentanti del presidio permanente era presente anche il geologo Franco Ortolani, tecnico di parte dei comitati.
Per la Ibi, la società che gestisce la discarica di Chiaiano per conto della Provincia di Napoli, era presente l’ingegnere Viparelli.

I comitati prendono atto della discontinuità rappresentata dall’attuale amministrazione provinciale nel rapporto con i comitati. Infatti per la prima volta la Provincia di Napoli decide di tenere un tavolo di confronto permanente con i comitati. Nonostante questo diversi sono stati i punti di criticità riscontrati nella visita.

1.A detta della Ibi, l’Arpac effettua dei controlli sulla qualità delle acque e sulla composizione dei rifiuti periodicamente. A dimostrazione delle denunce pubbliche effettuate in questi mesi dal presidio permanente, tutte le amministrazioni presenti (Comuni di Mugnano,Marano e Napoli, VIII Municipalità, Provincia di Napoli) hanno ammesso di non aver mai avuto comunicazione da parte dell’ Arpac di questi tipi di controlli. Per noi dunque, questi controlli non esistono ! Se nemmeno gli enti competenti hanno mai avuto una relazione in tal proposito il compito dell’Arpac nei controlli su acqua e composizione dei rifiuti sono inesistenti !
2.E’ stato ammesso dalla stessa Ibi che il controllo della qualità dell’aria da parte del Arpac avviene con una centralina posta a circa 6 Km dalla discarica nella stazione dei carabinieri di Via Lazio nel comune di Marano. Quindi oltre all’assenza di controlli sulle acque e la composizione del rifiuti, non sono assolutamente attendibili i rilievi sulla qualità dell’aria.
3.Nessun tipo di controllo viene effettuato rispetto alla vibrazioni causate dal passaggio continuo dei camion che stanno progressivamente danneggiando gravemente le abitazioni tra Chiaiano e Marano.
4.Infine la Ibi ha ammesso di non essere in grado di poter garantire la buona gestione del sito in presenza di un aumento del conferimento giornaliero. L’ingenere Viparelli ha sostenuto che il conferimento previsto era di 800 tonnellate giornaliere, mentre attualmente il conferimento supera le 1300 tonnellate giornaliere. Pertanto la Ibi non e’ in grado di garantire il superamento dei disagi per i cittadini.

L’amministrazione provinciale in ogni caso ha ancora una volta sfuggito il tema della chiusura della discarica. L’assessore Caliendo ancora una volta ha evaso l’impegno sulla chiusura.
Tutte le criticità da noi denunciate in questi mesi si sono rivelate delle drammatiche realtà. L’Arpac non puo’ sfuggire alle sue responsabilità, cosi’ come la Provincia e soprattutto la Regione Campania con l’assessore Romano non possono sfuggire alla responsabilità di aver aumentato il conferimento giornaliero causando ulteriore danno ai cittadini. Reclamiamo con forza che tutti i controlli vengano effettuati rapidamente e si torni immediatamente alle 800 tonnellate giornaliere previste. La Provincia di Napoli deve in breve tempo prendere impegno precisio sulla chiusura della discarica in 12 mesi e predisporre la bonifica dell’area. 
L’assessore regionale Romano non può andare in giro a sostenre l’ampliamento di discariche per uscire dall’emergenza che si presenterà tra poco. Il prossimo 15 luglio il presidio permanente di Chiaiano e Marano insieme a tutti gli altri comitati campani sara’ a Bruxelles ad incontrare la commissione europea dove esporremo i nostri piani alternativi che non prevedono discariche ed inceneritori, ma differenziata vera e trattamento meccanico manuale.
Nelle prossime settimane i comitati in lotta si riuniranno per stabilire una linea comune da portare a Bruxelles per contrastare i piani scellerati della giunta Caldoro e dell’assessore Romano.

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano

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Seconda mostra fotografica sulle vicende della discarica di Chiaiano-Marano

A due anni dall’apertura della discarica di Marano-Chiaiano, in una mostra fotografica di Ferdinando Kaiser le lotte della gente, coadiuvata dall’amministrazione. I sacrifici, la paura e le testimonianze spesso carpite con foto scattate di notte e rubate alla sorveglianza dei militari posti “a difesa” del sito.
Sono passati due anni da quando, in una girandola di ritardi e inadempienze, risultato di criminali giochi di potere, è stata presa la sciagurata decisone di usare le cave al confine fra il comune di Marano e Chiaiano come discarica ufficiale della “monnezza” prodotta a Napoli. 
A costo di apparire ripetitivi, torniamo a dire, perché non lo si dimentichi, che questa megadiscarica è ubicata nel parco delle colline di Napoli; che è al centro del più grande polo ospedaliero della Campania, con cinque grandi ospedali; che si affacciano sulla discarica centri abitati la cui densità abitativa è fra le più alte d’Europa; che le cave del parco sono inserite nell’elenco dei siti d’Italia da tutelare sia per la bellezza dei luoghi, sia per la fragilità geomorfologica, sia per la loro funzione di ampio polmone verde a nord di una città altrimenti destinata a soffocare. 
Dimenticare tutto ciò significa rendersi complici di un comportamento criminale che, oltre a danneggiare in maniera difficilmente recuperabile l’economia della zona (un territorio a forte vocazione agricola), pone una pesante ipoteca sulla salute dei cittadini, condannando a gravissime malattie soprattutto i bambini. Qui l’incidenza di allergie, dermatiti, malattie dell’apparato respiratorio, linfomi e tumori stanno paurosamente aumentando. Una responsabilità negata da chi ha reso possibile il degrado ambientale, ne è stato complice e incapace di fermarlo, lo ha normalizzato e reso legale. E dimenticata dai media. 
Eppure sul territorio si moltiplicano in maniera impressionante i casi di tumori infantili. Sono numeri che non fanno scoop né bucano lo schermo, ma le storie riempiono i racconti delle maestre di scuola di qui, dei condomini, dei medici e degli operatori sanitari dei reparti di oncologia infantile di quegli ospedali a due passi dalla discarica.
Ecco perché occorre continuare a ricordare le ragioni, gli episodi e i momenti delle proteste, la partecipazione agli eventi internazionali, i contatti con le istituzioni e quelli con la politica, le tappe del coinvolgimento dell’Europa.
La mostra sarà anche l’occasione per incontrarsi e continuare a tenere viva l’attenzione su questo problema.
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