Briganti tra i Vikinghi: un’esperienza a Copenhagen

Atterriamo a Copenhagen alle 16:30 del 10 dicembre… piove e qui è già notte fonda. Il tragitto per arrivare al punto dove sorge la struttura che ospiterà i ragazzi che ci accompagnano è alquanto deprimente, causa pioggia e freddo, e l’aver saputo che la notte precedente ha visto l’irruzione della polizia in strutture che ospitavano manifestanti del Climate Justice Action. Per noi di Chiaiano è stato affittato un appartamentino vicino la stazione Norrebro e non invidiamo certo i ragazzi che dormiranno nei sacchi a pelo, armati della forza della loro età e della volontà di portare la loro voce, incuranti dei disagi. Il mattino dopo il morale si rialza un po’ perché ha smesso di piovere e ci rendiamo conto che le distanze non sono poi così lunghe come ci erano sembrate la sera prima, e che si può giungere in centro agevolmente con una fitta rete di bus e metrò. A Copenhagen si respira il COP15 in ogni angolo, ma si coglie subito l’ipocrisia delle multinazionali che, travestite da ecologisti, chiedono a gran voce di un cambiamento di situazioni che, a ben vedere, loro stesse hanno causato e continuano a causare; ma ancora di più si respira il clima di stretta sorveglianza della “Politi”… In ogni angolo gruppi di ROBOCOP sorvegliano, neanche tanto discretamente, tutto e tutti, e ci sono continui fermi, non è consentito alcun corteo spontaneo, neanche stare in gruppi è consigliabile: qui ti fermano senza accuse precise, sono cortesissimi, ma ti privano per ore della tua libertà personale, salvo poi rilasciarti diffidandoti di partecipare ad azioni dimostrative, nel tal caso scatta l’arresto.

 

Al Klima Forum

Già al mattino una decina di compagni della delegazione italiana vengono fermati senza che nessuno di loro avesse commesso la benché minima infrazione… tutto a carattere preventivo e per disunire il fronte di lotta. Giungiamo comunque al Klima Forum e ci rendiamo conto di quale e quanta gente è convenuta per presentare proposte e proteste all’emergenza ambientale del Pianeta. Stand, foto, una decina di sale per convegni e conferenze, aree attrezzate per mangiare, per collegarsi in rete, per scambiarsi idee ed opinioni. Etnie varie e diverse tutte unite per lo stesso intento… una cosa che ci esalta e ci rende fieri di rappresentare e partecipare in questo contesto il “piccolo” problema della nostra lotta antidiscarica a Chiaiano, e ci rendiamo conto con sorpresa e un pizzico di orgoglio che molti sanno di Chiaiano e ci guardano con compiacimento esortandoci a continuare… ritorniamo a casa convinti di aver fatto la cosa giusta decidendo di venire.
Il giorno dopo – 12 dicembre – partecipiamo alla manifestazione internazionale. E’ una bella giornata e – cosa alquanto eccezionale – spunta anche il sole, cosa che ci permette in mattinata di fare un giretto in città. La giornata prosegue al Klima Forum tra incontri con persone e seguendo dibattiti e una conferenza con Patrick Holden, Barbara Hachipuka Banda, Alan Imai e la carismatica Vandana Shiva. Un breve pasto e siamo pronti per la manifestazione internazionale.
Giungiamo al punto di concentramento e, mentre i ragazzi svolgono lo striscione, noi facciamo sventolare la bandiera di Chiaiano nella piazza… subito si avvicina un inviato de “Il Manifesto” ed intervista mia moglie, forse sorpreso di trovare rappresentanti del Presidio di Chiaiano a Copenhagen… poi si parte.
Strade blindate dalla “Politi” e un’improvvisa incursione di Black Block che causa l’intervento delle forze dell’ordine che li fermano – e fermano anche un gruppo di un centinaio di attivisti tedeschi, che hanno la sola colpa di essere vestiti di scuro – non rallentano il corteo, che giunge alla fine vedendo la partecipazione di centinaia di migliaia di manifestanti provenienti da tutto il mondo. E’ doveroso a questo punto per me esprimere il ringraziamento ai nostri ragazzi che ci accompagnavano, i quali durante l’episodio dell’incursione dei Black Block ci hanno prontamente e letteralmente salvato dalle possibili conseguenze che potevano scaturire dall’episodio, visto che i Black Block erano posizionati, senza che ce ne fossimo resi conto, proprio dietro di noi. I ragazzi ci hanno circondato e guidato in una zona più sicura del corteo, ed abbiamo potuto continuare in sicurezza a manifestare. Torniamo a casa infreddoliti e stanchissimi, ma soddisfatti.

 

La bandiera di Chiaiano alla manifestazione del 12 dicembre 2009 a Copenhagen
 
 
C’ero anch’io!
La mattina del 13 la polizia opera ancora fermi durante il tentativo di entrare nel porto da parte di centinaia di manifestanti, alcuni fermati sono italiani… in città invece un folto gruppo di campesinos sudamericani tenta un corteo a ritmo di samba, subito messo sotto controllo da decine di poliziotti che lo circoscrivono e, dopo ripetuti cambi di direzione e tentativi – non molto riusciti – di blocco del traffico, viene disciolto. Comincia a diventare arduo anche puntare una macchina fotografica, e sempre più spesso vengo consigliato – anche da persone che non ho mai visto – di riporre la mia Canon per evitare il fermo e quanto meno il sequestro della stessa da parte della polizia. La giornata prosegue al Klima Forum tra incontri con persone e seguendo dibattiti e ci troviamo davanti Monica Frassoni, la quale ci concede un’intervista e ci esorta a continuare nella nostra battaglia; quindi seguiamo il dibattito da lei moderato ed anche questa giornata volge al termine abbastanza proficuamente.
 

Membri del Presidio Antidiscarica di Chiaiano con Monica Frassoni

Il 14 mattinata libera da impegni e dedicata a gironzolare nello Stroget, l’isola pedonale con negozi di ogni genere. In pomeriggio appuntamento alla stazione di Christianshavn coi ragazzi, insieme ai quali entriamo a Christiania, l’isola autosufficiente di Copenhagen, dove una folla variopinta ed eterogenea ci accoglie in un posto che ha dell’irreale: sembra di rivivere il periodo dei “figli dei fiori”. Con un po’ di fatica troviamo il tendone sede della conferenza alla quale interverranno Naomi Klein e Michael Hardt ma lo troviamo stracolmo, e dopo un’inutile attesa per cercare una sistemazione, decidiamo di rinunciare, anche perché non essendoci traduttori sarebbe stato per noi alquanto difficile capire dal punto dov’eravamo il pieno senso degli interventi. Uscendo da Christiania notiamo un gruppo di poliziotti che, fermato un furgone, sta procedendo ad identificare gli occupanti, un paio dei quali notiamo che sono stesi a terra. Un santo ci avrà ispirato, perché la mattina dopo veniamo a sapere che, un paio di ore dopo la nostra uscita, sono successi dei disordini ed i poliziotti hanno fatto irruzione – cosa più unica che rara – in Christiania, fermando indiscriminatamente un paio di centinaia di persone, un’ottantina italiani, e portandoli a Retorvej; li hanno rilasciati in nottata trattenendo solo Luca Tornatore

 
Arresti a Christiania
Il 15, dopo un’incontro coi ragazzi nel loro “accampamento”, liberi da impegni io e mia moglie scopriamo la città, e Copenhagen si rivela nella sua bellezza architettonica: palazzi che si susseguono a chiese di ogni credo, negozietti che ti fanno ritornare indietro negli anni, strade larghissime con poco traffico e persone che, appena ti vedono aprire la cartina, si fermano cercando di rendersi utili dandoti informazioni che accetto gratissimo nel mio scarso inglese, che però molto ci ha aiutato nel percorrere la città in lungo e in largo. Vediamo il “Tivoli”, ripercorriamo lo “Stroget” ci godiamo tutte le bancarelle che affollano la Vrad Stranden ed arriviamo – passando per il “Kastellett” – al porto per l’immancabile visita alla “Sirenetta”, abbruttita però da uno sfondo sul quale svettano le torre degli inceneritori che popolano Copenhagen. Di ritorno ammiriamo il Palazzo Reale, dove giungiamo proprio nel momento del cambio della guardia, che sembra trasportarci in un film. Splendida passeggiata appena guastata dal freddo pungente (-1°C). Torniamo a casa mentre comincia a nevicare.

 

La "Sirenetta" (sullo sfondo le torri degli inceneritori)
In tarda serata una telefonata da parte dei ragazzi ci avverte che non è consigliabile per noi “vecchietti” di Chiaiano partecipare alla manifestazione “Reclaim Power!” che si terrà la mattina seguente, e così trascorriamo tutta la mattinata seguente davanti alla Tv che in diretta trasmette notizie dell’evento, e seppure non capiamo una parola, intuiamo con apprensione la gravità degli avvenimenti, grati ai ragazzi che ci hanno evitato un "brutto quarto d’ora” e sollevati soltanto quando per telefono ci avvertono che, nonostante le cariche e l’uso massiccio di manganellate e spray al peperoncino da parte della “Politi”, sono ritornati tutti illesi dalla manifestazione.

 

La manifestazione "Reclaim Power!"
 
Il pomeriggio trascorre nei preparativi per la partenza del giorno dopo. Intanto fuori nevica incessantemente ed il paesaggio sembra irreale. La sera, quando andiamo all’assemblea nella fabbrica dove sono alloggiati gli attivisti italiani, la temperatura è -5°C.
Purtroppo per disguidi dovuti al tempo ed a problemi di prenotazione la partenza verrà ritardata di un giorno e ritorniamo a casa nella serata del 18.
 
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Una risposta a Briganti tra i Vikinghi: un’esperienza a Copenhagen

  1. Pietro ha detto:

    penso che sia stata per te un`esperienza entusiasmante…il forum sul clima invece un vero flop! ciao da Pietro Valente.

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