PIETRO RINALDI candidato al Comune di Napoli

La rete Commons si schiera con Luigi De Magistris. E candida Pietro Rinaldi, vicino a Insurgencia e ai comitati antidiscarica di Chiaiano «Siamo nei territori per costruire una partecipazione attiva sui temi dei beni comuni, dai rifiuti all’acqua pubblica. Si può scegliere di praticare solo il conflitto sociale oppure verificare se esiste una sponda politica che interpreti le nostre buone pratiche. Per questo saremo nella lista civica di Luigi De Magistris». Antonio Musella, della rete Commons, racconta così l’impegno di una parte del movimento nelle amministrative partenopee di maggio prossimo. Un passo in più rispetto alla scorsa tornata, in cui il motto era stato «scegli il tuo nemico», preferendo cioè Rosa Russo Iervolino come interlocutore antagonista rispetto al candidato delle destre, allora ci furono due consiglieri di municipalità eletti. Questa volta si punta al Consiglio comunale: «Per aprire un laboratorio politico sul futuro di Napoli, in prima linea ma fuori dai partiti». In lista ci sarà Pietro Rinaldi, avvocato e attivista, che ha attraversato l’esperienza dei centri sociali, da Officina 99 allo Ska, adesso con Insurgencia e il presidio di Chiaiano e Marano antidiscarica. Pietro, da Genova 2001 a sostenere un magistrato? Partiamo dal fatto che il centrodestra campano è pericoloso. Fosse solo affarismo, malgoverno e politiche repressive, con Berlusconi abbiamo imparto a reagire. Oltre le inchieste su Nicola Cosentino, c’è la cronaca quotidiana a spiegarci di cosa parliamo. Dopo provincia e regione, sono pronti a mettere le mani sulla città. Solo una chiarissima rottura con il passato del centrosinistra, che non è solo bassolinismo ma un gruppo di potere trasversale, può attivare le forze vive per il riscatto della città. Nessuna critica su come è maturata la candidatura De Magistris? Il centrosinistra ci ha sostanzialmente fatto capire di non volere la discontinuità. La vicenda delle primarie conferma pienamente il dato. Certo non ci piace l’idea che solo tra magistrati si possa raccogliere le forze sane della società, ma in De Magistris non vediamo il magistrato di una inchiesta “scomoda”, ma un politico che rompe gli schemi, soprattutto con il passato. Poi ci è stato vicino da europarlamentare nella battaglia di Chiaiano, sposando le nostre idee sull’abbandono definitivo delle discariche e degli inceneritori per la raccolta differenziata e il trattamento meccanico. Per la battaglia senza se e senza ma sull’acqua pubblica. Una posizione, la vostra, condivisa da tutti i pezzi di movimento napoletano? Non rappresentiamo tutto il movimento, ma di sicuro importanti aree stanno guardando a De Magistris come un’opportunità e non nella logica del meno peggio. È una candidatura di eccellenza, l’unica possibile. Saremmo rimasti indifferenti a Ranieri o Cozzolino. Il fatto che Pd e Sel non sentono la pancia dell’elettorato è abbastanza evidente, non stanno sul marciapiede e non sentono l’umore di una città che vuole il cambiamento. Il problema è evitare che si cambi in peggio, ritrovandosi con Gianni Lettieri. Quale sarà il vostro contributo? Innanzitutto sfruttando l’esperienza che abbiamo fatto sul campo nella questione dei rifiuti, ma quello che più ci interessa è avere un sindaco che inverta la linea, che apra le porte del comune. Il sindaco che vogliamo è quello che sa dialogare con i disoccupati e con i precari senza tuonare contro il conflitto, che si faccia carico dei problemi. E se non può dare risposte, si faccia portavoce con chi il potere e i soldi ce li ha (la regione e il governo) del malessere della città. Il sindaco che vogliamo sa essere il primo cittadino delle comunità in rivolta che difendono il proprio territorio.

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La nave che affonda. Il governo, la munnezza, le resistenze e la crisi.

Titanic
di Antonio Musella
5 / 11 / 2010
“…Questa volta non si brindò. Troppa era l’amarezza.
Troppo forte era la rabbia per quelle piramidi di monnezza, troppo dolore dava il corpo per le botte subite.
Troppe facce nel fango, troppa arroganza.
I cancelli di Taverna del Re si chiusero.”
Tratto da “Mi Rifiuto”, Sensibili alle Foglie, 2008
Questa era la conclusione del racconto di una delle tante chiusure del deposito di Taverna del Re a Giugliano. Era il 31 dicembre del 2007.
Lì finirono anche i rifiuti del prodigioso “miracolo di Berlusconi” che nell’estate del 2008 ripulì Napoli seppellendo a Giugliano i rifiuti disseminati nelle strade della città.
Dall’antica masseria del Re, a Giugliano, sembra passare nuovamente la storia infinita dell’emergenza rifiuti in Campania, in una fase diversa da quelle già viste.
Solitamente quando si ritorna a Taverna del Re è perché il governo ha terminato le cartucce!
E’ successo a dicembre 2007 pochi giorni prima che la mannaia commissariale decidesse di andare a Pianura, per poi scappare alcuni giorni dopo; è successo nell’estate del 2008 quando appunto ci fu il miracolo di Berlusconi e mentre i tempi di costruzione della discarica di Chiaiano erano ancora lunghi, ma Guido Bertolaso aveva appena ottenuto con il decreto 90 divenuto poi legge 123 l’apertura di discariche in tutte la Campania e di tre inceneritori.
Succede oggi…ma è un’altra storia.
Già, perché mentre dopo Pianura si finì poi a Chiaiano, mentre dopo l’estate del 2008 si aprirono le discariche di Chiaiano e Terzigno, oggi la controparte non sembra sapere minimamente come smaltire i rifiuti della Campania e soprattutto di Napoli e provincia.
Se è vero che quando si ritorna a Taverna del Re è perché non ci sono più assi da calare per la controparte, è vero altrettanto che oggi si sente echeggiare nell’aria, nei palazzi delle istituzioni e nella dialettica di governo un grido disperato : “Abbandonare la nave!!!”
La discarica a Cava Vitiello, stando alle parole del premier, sarà eliminata dalla legge 26 sulla fine dell’emergenza rifiuti in Campania approvata in febbraio.
“Non si fa più!!” come annuncia saltellando il sindaco di Boscoreale Langella su cui pioveranno – Tremonti permettendo, ovviamente – decine e decine di milioni di euro di compensazioni per la discarica attiva di Cava Sari. Guido Viale sul Manifesto c’ha raccontato di come “hanno vinto le mamme vulcaniche”, anche se la battaglia su quei territori non è affatto conclusa ed i cittadini continuano ad assiepare la rotonda di Via Panoramica.
Intanto la discarica di Chiaiano si avvia a riempimento, mentre i cittadini bloccano i conferimenti straordinari che non hanno permesso il nuovo miracolo della città pulita in dieci giorni. La Cava Sari di Terzigno, così come quella del Poligono a Chiaiano, saranno riempite verosimilmente per la fine della prossima primavera.
Dove si va dunque?
E soprattutto, a chi resta la patata bollente ?
Il governo circa un mese fa ha provato a lanciare un’offensiva contro il Comune di Napoli colpevole, secondo il premier, della nuova crisi. Senza dubbio l’incomprensibile “senso dello Stato” della prima cittadina Rosa Russo Iervolino non è stato all’altezza della polemica politica lanciata dal premier. Resta il fatto che il Comune di Napoli non ha mai ricevuto i fondi per la raccolta differenziata che la Protezione Civile doveva versargli – a differenza del Comune di Salerno guidato da De Luca. Soprattutto il premier dimentica che il conferimento in discarica, la gestione dei siti, la gestione degli impianti, la gestione dei flussi dei rifiuti sono tutti di competenza dei suoi uomini, ovvero: Guido Bertolaso ed il suo vice il Generale Morelli, Luigi Cesaro Presidente della Provincia di Napoli e Stefano Caldoro governatore della Campania.
Il miracolo è finito.
Questo in città l’hanno capito un po’ tutti.
Berlusconi ha provato a farne un altro…ma come è noto da un po’ di tempo a questa parte le magie non gli riescono più.
Bertolaso è stato rispedito in Campania con il compito di versare acqua santa sulla monnezza e farla diventare nuovo consenso elettorale.
L’esorcismo non è riuscito. Davanti alle pietre sacrosante di Terzigno la macchina di un governo ben lontano dalla solidità con cui affrontò la crisi del 2008 è andata in crisi.
I cittadini non ci stanno…che facciamo?
“Massacriamo i terroni…” suggerisce Maroni…
Ma niente, si arriva all’enpasse generale.
Lo stesso Guido Bertolaso per settimane parla chiaro: si rinvia l’apertura di Cava Vitiello, ma non si cancella perché è una legge dello stato e bisogna far rispettare le leggi. Ma quando il tempo di sospensione dei conferimenti nella discarica di Cava Sari sta per terminare, quando i conferimenti straordinari a Chiaiano riaccendono la protesta anche in città, il premier si ferma.
“Non si fa nulla”…punto!
Un minuto dopo “tutti gli uomini del Presidente” erano già con un piede su un aereo che li portasse via da Napoli.
Il primo è stato proprio Guido Bertolaso che con interviste al vetriolo ha abbandonato la nave per primo. “Io volevo far rispettare la legge, il Presidente ha scelto un’altra strada”. Ed ancora “Non so se gli amministratori locali sapranno risolvere il problema. Li avete votati voi”. Lo stesso Bertolaso il prossimo 11 dicembre lascerà la Protezione Civile ed al suo posto arriverà l’ex prefetto de L’Aquila Gabrieli.
La Protezione Civile fa le valigie dalla Campania. Rimarrà solo l’Unità Stralcio fino al 31 gennaio 2011 per fare i conti dei crediti e dei debiti del vecchio commissariato.
Berlusconi un secondo dopo l’incontro con i sindaci del vesuviano è alle prese con il caso Ruby e con una maggioranza che sta andando in frantumi sotto i colpi dei finiani.
Abbandona di corsa Napoli anche lui…speriamo per non ritornarci mai più.
Berlusconi e Bertolaso sono scomparsi. La città di Napoli è ancora sotto un mare di rifiuti e sono passati ben più di dieci giorni. Gli enti locali balbettano… “In 36 mesi due inceneritori…” ed ancora “Abbiamo un’autonomia di 24 mesi…” sembra un mercato dove ognuno prova a sgolarsi per vendere il proprio prodotto davanti ad una platea sconvolta ed atterrita.
Chi resta sul campo?
Restano due personaggi controversi, dall’autonomia assolutamente discutibile.
Il primo è Stefano Caldoro, governatore della Campania, quello a cui Nicola Cosentino voleva soffiare il posto con i famosi falsi dossier della P3. Uno che è stato messo a guida della Campania senza nessun tipo di peso specifico elettorale, mantenuto sostanzialmente dagli uomini di Nicola Cosentino feriti e rancorosi per le vicissitudini giudiziarie del loro leader, attiguo agli ambienti criminali secondo i giudici napoletani.
Caldoro è un uomo solo. Dovrà stilare il piano regionale dello smaltimento dei rifiuti e dovrà farlo proprio ora che il fallimento di Berlusconi rischia di travolgere tutto e tutti.
Il secondo è Luigi Cesaro, soprannominato ormai da tutti “Giggino la polpetta”. Anche Cesaro è uno che se non fosse anche deputato starebbe in galera. Infatti su di lui e su Nicola Cosentino sono attivi due mandati di cattura per vicende legate agli interessi criminali, bloccati attualmente dall’immunità parlamentare.
Cesaro dovrà stabilire dove si farà la nuova discarica per Napoli e provincia una volta esaurite quelle di Chiaiano e Terzigno.
Sono ore febbrili nel palazzo di Piazza Matteotti dove il Presidente è alle prese con gli equilibri complicatissimi da dover raggiungere nell’ampio arco di interessi lobbistici che lo hanno eletto capo della giunta provinciale.
Se cade il governo un secondo dopo cade la giunta Provinciale visto che Cesaro dovrebbe immediatamente ricandidarsi alla Camera per non perdere l’immunità parlamentare.
Perché alla fine ciò che conta per costoro sono “le polpette”. Gli affari, il consenso elettorale clientelare, che in tempi di crisi senza un euro da elargire è cosa assai ardua.
Porta proprio la firma di Luigi Cesaro l’ordinanza che decreta la riapertura di Taverna del Re a Giugliano.
Un territorio distrutto dall’inquinamento causato dallo sversamento di rifiuti di ogni tipo. Secondo i periti della Procura della Repubblica di Napoli che hanno verificato le dichiarazioni del pentito Gaetano Vassallo, nel 2064 a Giugliano scoppierà l’ecatombe irreversibile. È prevista per quella data l’inquinamento completo delle falde acquifere che transitano nel sottosuolo giuglianese, avvelenati dai fusti di rifiuti tossici delle discariche Resit 1 e Resit 2 nelle mani della camorra. Avvelenato dal percolato di Taverna del Re che impregna il terreno ed arriverà alla falda.
Giugliano è probabilmente il simbolo della distruzione della Campania, così come Pianura lo è stato per decenni. Sono pochissimi i disastri ambientali a cui la situazione di Giugliano può essere paragonata in tutto il paese. Su quei territori oggi si resiste nuovamente, così come nel 2007 e nel 2008. Stavolta però nuove generazioni stanno affollando il presidio permanente di Taverna del Re. Giovani che in questi anni hanno imparato dalle lotte precedenti cosa significa difesa del territorio e cosa vuol dire la pressione dello sversamento dei rifiuti per la salute e per l’ambiente.
Si bloccano i camion, si bloccano le strade con una consapevolezza ed una partecipazione diversa rispetto alla partecipazione del passato.
Sarà l’effetto Terzigno, ma forse sarà soprattutto il fatto che questa nuova fase delle lotte ambientali in Campania vive anche del percorso di maturazione segnato dalla fase di lotta precedente, quella di Serre, di Pianura, di Chiaiano.
Vive della capacità di relazione tra territori e della messa a valore delle esperienze che si sono sedimentate in questi anni.
In primo piano – o sullo sfondo se volete – c’e’ il governo Berlusconi al capolinea, i morsi della crisi economica, il Pd che dice che bisogna rimboccarsi le maniche e fare sacrifici, resta una regione in balia dei veleni ambientali e degli avvelenatori politici.
Una regione che rifiuta a chiare lettere quella sorta di etnicizzazione dei comportamenti sociali per cui la difesa del territorio a Sud è immediatamente associata all’infiltrazione camorristica, mentre al Nord diventa difesa del territorio.
Se di etnicizzazzione possiamo parlare, essa sta nella capacità indiscussa delle comunità di queste terre di opporsi con ogni mezzo necessario allo scempio del territorio, di essere in grado di agire l’uso sociale della forza come invece non si pratica in altre parti, in altre comunità.
Certo, questa insorgenza sociale non sempre riesce a costituirsi in una cornice politica capace di arrivare ad una dimensione del comune che sappia travalicare la ribellione per diventare immediatamente alternativa. Da queste parti questo processo qualche volta riesce ed altre volte no.
Resta il dato che accanto alle battaglie sulle questioni ambientali esistono le resistenze del mondo del lavoro, dai disoccupati organizzati ai lavoratori delle fabbriche. Qui si bloccano strade, si bloccano ferrovie, si incendiano camion, si occupano sedi istituzionali, praticamente tutti i giorni. Lo scenario di una regione dove la crisi e la moltitudine provano a fare a gara a chi morde di più.
Davanti a questo risulta indispensabile un uso della forza da parte dello Stato fuori dall’ordinario. Ed è esattamente quello che avviene a Terzigno, a Giugliano, ai disoccupati, agli operai di Fincantieri, agli studenti. Conflitti che faticano al momento a riconoscersi al di là del proprio intervento settoriale rendendo talvolta difficile la costruzione di percorsi di ricomposizione sociale. Spesso invece si tratta di conflitti agiti da segmenti sociali che non si determinano immediatamente come parte di un conflitto complessivo. Su questo aspetto pesa ad esempio la questione della capacità di aut/organizzare le lotte sociali.
Sono questi gli aspetti su cui riflettere nei movimenti, ma anche e soprattutto in quelle esperienze sindacali che appena il 16 ottobre scorso si sono accreditate come punta avanzata del conflitto nel paese e che davanti a queste scene restano fredde e deludenti.
Talvolta però esperienze sedimentate da diversi anni di lotte riescono a proporsi in una dimensione politica più compiuta e capace di essere alternativa.
Il prossimo 12 novembre a Marano, il presidio permanente contro la discarica di Chiaiano promuoverà una conferenza sul piano rifiuti alternativo, quello fondato sui modelli di Tmb e di trattamento meccanico manuale. Fino a pochi mesi fa per arrivare ad un esempio di queste alternative si prendeva a modello l’impianto di Carla Poli a Vedelago in Veneto. Tra qualche mese il Tmb sarà una realtà anche in Campania. La Provincia di Benevento ha deciso di trasformare una linea dello Stir di Casalduni in Trattamento Meccanico Biologico. Una strada nuova intrapresa in Campania che finalmente vede la realizzazione – anche se assolutamente parziale – delle alternative affermate dai comitati in questi anni.
Si farà a Casalduni, comune dove l’esercito dei Savoia massacrò coloro i quali si opponevano alla costruzione del Regno D’Italia.
L’inizio di una storia di subalternità lunga 150 anni.
Un luogo simbolico per un riscatto dei subalterni.
Per il resto tutto sembra scivolare giù, come una nave che affonda appunto.
Il governo, la crisi, la monnezza, la repressione.
La controparte abbandona la nave ed a noi ci tocca restare.
Chissà se era un presagio il fatto che tutto cominciò su una rotonda che si chiamava Titanic.

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Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C. (ovvero “NOI IN ITALIA NON FACCIAMO COSI’…”)

Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

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Chiaiano – bloccati i camion verso la discarica

 

Dopo la mobilitazione a Terzigno conferimento straordinario bloccato a Napoli Nord.

22 / 9 / 2010

 

Dopo il blocco dei camion avvenuto la scorsa notte alla discarica di Terzigno grazie alla mobilitazione di un migliaio di cittadini in lotta, stamane la Protezione Civile sotto indicazione del generale Morelli, vice di  Guido Bertolaso, ha autorizzato un conferimento straordinario di 500 tonnellate presso la discarica di Chiaiano tra le 14 e le 18. Gia’ dalle ore 13 sono cominciate ad apparire colonne di auto compattatori. Da diversi mesi nella discarica di Chiaiano arrivano ben piu’ del 800 tonnellate di rifiuti previsti, scaricare ulteriori 500 tonnellate per giunta in orario diurno significa mettere in ginocchio la vivibilita’ della zona già appestata da miasmi e con una circolazione di traffico intasata tutte le sere. I cittadini si sono riversati in strada rovesciando i cassonetti dei rifiuti e bloccando la colonna di camion verso la discarica intorno alle ore 15.

Ben presto i manifestanti hanno raggiunto il numero di alcune centinaia rafforzando il blocco stradale, provocando in questo modo una colonna lunghissima di camion e auto compattatori.
Il blocco stradale è durato per circa tre ore. Polizia e Carabinieri giunti sul posto si sono limitati ad accertare l’esistenza dell’ordinanza straordinaria valida per il solo giorno di oggi. Il blocco è durato fino alle 18, orario in cui l’ordinanza del generale Morelli terminava la sua durata. A quel punto i manifestanti si sono spostati in corteo verso l’ingresso della discarica. All’ingresso del sito un cordone di poliziotti ha contenuto i manifestanti, che successivamente sono stati ricevuti in delegazione dall’ingegnere Viparelli della Ibi che è il responsabile della discarica di Chiaiano. Durante l’incontro l’ingegnere Viparelli ha escluso altri conferimenti diurni di rifiuti, sostenendo anche ragioni che riguardano lo svolgersi in orari diurni dei lavori di manutenzione della discarica.
Inoltre l’ingegnere Viparelli ha ammesso davanti ai giornalisti presenti che i tempi di saturazione della discarica di Chiaiano sono inferiori a quelli annunciati dal sottosegretario Guido Bertolaso. A Chiaiano c’e’ spazio per un volume di rifiuti molto inferiore alle 300 mila tonnellate ha comunicato Viparelli ai rappresentanti dei comitati civici.
Abbiamo finalmente svelato le bugie di Bertolaso Chiaiano sarà satura tra pochi mesi, per questo pretendiamo dall’assessore regionale Giovanni Romano di conoscere il piano di riqualificazione della zona dopo la chiusura della discarica. Bloccheremo qualsiasi conferimento di rifiuti in orari diurni, non possiamo più sopportare questo strazio  per questo pretendiamo un piano di riqualificazione dell’area dopo la chiusura della discarica. Inoltre, l’ingegnere Viparelli ha comunicato che non esiste un piano di ampliamento della discarica di Chiaiano.
I comitati si sono dati appuntamento per venerdi’ alle ore 17:30 presso la metropolitana di Chiaiano, per continuare i meeting point.
I comitati chiedono un incontro immediato con l’assessore regionale Romano sul futuro della zona della discarica di Chiaiano.

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano

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NESSUN AMPLIAMENTO A CHIAIANO. MA LA LOTTA CONTINUA!

Chiaiano – L’assessore Romano "Nessun ampliamento della discarica"

14 / 9 / 2010

Apprendiamo con soddisfazione le dichiarazioni congiunte dell’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano e del generale Morelli vice di Guido Bertolaso apparse stamane su alcuni quotidiani. L’assessore ed il generale dichiarano che non esiste nessuna ipotesi di ampliamento della discarica di Chiaiano e che non si ragiona intorno a questa soluzione per i siti da inserire nel nuovo piano rifiuti.
Un passo indietro importante, dopo le dichiarazioni proprio dell’assessore Romano di appena un mese fa. Una retromarcia che arriva dopo una settimana di blocchi e mobilitazioni che hanno dimostrato come il territorio di Chiaiano, Marano e Mugnano non sia un territorio pacificato. Una vittoria per i comitati, per il Presidio permanente contro la discarica che da quasi tre anni si battono contro discariche ed inceneritori. 
Ebbene pero’ dirlo con chiarezza, quello che noi abbiamo ottenuto, è solo quello che ci siamo presi con la lotta e con la mobilitazioni, nessuno ci regala nulla. E’ probabile che abbiano voluto testare la nostra capacità di reazione, quella di una comunità che ha assunto la pratica del conflitto sociale nel suo dna. 
Una vittoria che e’ solo una piccola parte di quello di cui abbiamo bisogno ! 
Proprio nel pomeriggio di oggi saremo ricevuti dalla Commissione Consiliare Ecomafie della Regione Campania. Nella nostra audizione presenteremo i documenti e gli esposti fatti alla Procura della Repubblica ed al Noe dei Carabinieri dove dimostriamo le modalità di sversamento nella discarica di Chiaiano. Ruote e copertoni, oli esausti ed altre assurdità simili. L’aver bloccato l’ampliamento della discarica non significherà per noi l’abbandono della lotta.
Tutt’altro. 
La discarica di Chiaiano deve essere chiusa urgentemente e devono essere avviati i lavori di bonifica della zona. Chiediamo che l’assessore regionale Romano e l’assessore provinciale Caliendo convochino al piu’ presto un tavolo con i comitati per stabilire i tempi certi di chiusura della discarica e l’avvio della bonifica. Non solo, siamo al fianco di tutti coloro che lottano per un piano rifiuti regionale senza discariche ed inceneritori. Invece di riproporre soluzioni vecchie, inquinanti e nocive come discariche ed inceneritori la Provincia di Napoli e la Regione Campania dovrebbero accettare il piano rifiuti proposto dai comitati campani in difesa della salute e dell’ambiente fondato sul trattamento meccanico biologico e sulla differenziata porta a porta.
Stasera alle ore 18:30 ci sara’ a Mugnano un appuntamento che doveva essere un meeting point (per attuare blocchi) e che diventera’ un’assemblea popolare per decidere il prosieguo della mobilitazione. Dopo lo stop all’ampliamento vogliamo la chiusura anticipata della discarica.

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano.

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Chiaiano – Nuovi blocchi a Marano contro la discarica. Incontro in regione martedi’

Continua la strategia dei meeting point

10 / 9 / 2010

Come annunciato negli ultimi giorni dal Presidio permanente contro la discarica, la strategia dei meeting point , ovvero degli appuntamenti pubblici da cui partire per attuare blocchi stradali in diversi punti.
Nel tardo pomeriggio di oggi, verso le ore 18:00 dal presidio di via cupa dei cani circa 150 persone si sono spostate in corteo verso l’ingresso della discarica. Seguiti a vista dalla polizia, il corteo si e’ fermato verso la fine di Via Cupa dei cani attuando un primo blocco stradale. Dopo circa trenta minuti i manifestanti si sono dileguati, svolgendo un lavoro di megafonaggio nell’agglomerato urbano su cui affaccia Via Cupa dei cani ovvero il Parco Residenziale Poggio Vallesana dove circa 4.000 persone risiedono a poche centinaia di metri dalla discarica. I manifestanti sono riapparsi in Corso Europa la centralissima arteria del Comune di Marano dove hanno attuato un nuovo blocco dalle 18:30 alle 19:15. Cassonetti rovesciati al centro della strada e traffico in tilt in tutta la zona  hanno rappresentato il primo risultato del meeting point di oggi.
Intorno alle 19:30 i manifestanti sono ritornati verso il presidio permanente risalendo Via Unione Sovietica e rovesciando cassonetti al centro della strada attuando nuovi blocchi in Via Cupa dei cani. Intorno alle 20:00 quando i blocchi si erano conclusi alcuni auto compattatori in uscita dalla discarica ed in transito nei pressi della Rotonda Titanic sono stati bloccati dai manifestanti. 
Oggi ci sono state due ore di blocchi, due ore di stop alla circolazione, mandata in tilt in tutta l’area nord. Attraverso la strategia dei meeting point si e’ riusciti ad eludere la presenza delle forze dell’ordine che non riescono a spostare i reparti con velocità tra strade strette e rapidi cambi di direzione da parte dei manifestanti. Piu’ che black block ci rifacciamo alle mobilitazioni nord europee, proprio in occasione del vertice Cop 15 a Copenhagen nel dicembre scorso abbiamo visto per la prima volta la strategia dei meeting point e possiamo affermare che forse riescono anche meglio qui, che in Danimarca.
Oggi e’ arrivata per i rappresentanti del Presidio permanente la convocazione in audizione presso la commissione regionale sulle ecomafie per martedi’ prossimo. Un segnale importante di sensibilità, in una commissione gestita dall’opposizione, ma non possiamo far altro che segnalare che colui che dovrebbe rispondere alle sollecitazioni che arrivano da Chiaiano, ovvero l’assessore Giovanni Romano e’ chiuso in un silenzio assordante ed insopportabile.
Contro ogni ipotesi di ampliamento i meeting point riprenderanno proprio martedi’, quando dopo l’audizione in Regione ci si dara’ appuntamento nel comune di Mugnano  ai confini tra Chiaiano e Marano.
Non smetteremo di attuare blocchi fino a quando l’assessore Romano non chiarirà pubblicamente la sua posizione rispetto all’ampliamento della discarica.

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano

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Chiaiano, blocco al bivio di Mugnano. Parte la strategia dei meeting point.

Contro la militarizzazione del territorio, parte una nuova strategia di lotta

9 / 9 / 2010

Dopo l’assemblea del 4 settembre che ha lanciato la nuova fase di mobilitazione contro la possibilità di ampliamento della discarica di Chiaiano giunta ormai ad esaurimento, ieri si è tenuto il secondo appuntamento di lotta. Alle 18:30 alla Rotonda Titanic si sono dati appuntamento i cittadini che stanno riprendendo la mobilitazione radicale e determinata dopo le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale Giovanni Romano e dopo la bozza di piano rifiuti regionale presentata dall’amministrazione di centro destra.
I punti rivendicativi della nuova fase di mobilitazione a Chiaiano e nell’area nord di Napoli sono quelli della chiusura e bonifica della discarica contro ogni ipotesi di allargamento; un piano rifiuti in concerto con comitati e realtà di base; trattamento meccanico biologico contro inceneritori e discariche.

Per questo da giorni si attende un incontro tra una delegazione dei comitati di Chiaiano e l’assessore regionale Romano. 
Ieri sera un nuovo blitz. 
Verso le 18:30 l’assemblea che si teneva alla rotonda Titanic ha deciso di spostarsi verso l’incrocio tra Via Napoli e Via Santa Maria a Cubito, noto anche come Bivio di Mugnano. Da li’ è partito un blocco che per un’ora ha paralizzato il traffico. Al blocco stradale hanno preso parte circa 250 persone. La ripresa dei blocchi, oggi è la prima arma che possiamo utilizzare verso un futuro di sciagure e veleni per il nostro territorio. Il blocco si è tenuto a Mugnano perché proprio in quel comune sono nati nuovi comitati che si sono aggregati al Presidio permanente contro la discarica. Poco dopo le 20:00 è partito un corteo spontaneo che dal bivio di Mugnano è ritornato alla rotonda Titanic.
La nuova fase di lotta sarà caratterizzata da appuntamenti pubblici senza indicare gli obiettivi. Dei "meeting point" da dove spostarsi poi velocemente per attuare dei blocchi. Ritornare nuovamente al punto di raccolta e spostarsi poi di nuovo verso altri obiettivi. Infatti proprio in questi giorni la zona nord di Napoli è nuovamente militarizzata ricordando la blindatura di due anni fa quando per mesi e mesi polizia e carabinieri occuparono militarmente Chiaiano e Marano.
Venerdi’ 9 settembre alle 17:30 un nuovo appuntamento è stato lanciato alla Rotonda Titanic. Proprio in questi giorni l’aumento della puzza ed il peggioramento delle condizioni di vivibilita’ del quartiere stanno montando sempre di più. Uno dei motivi è l’aumento di conferimento in discarica : da 800 a 1300 tonnellate al giorno. Per stessa ammissione della Ibi, la ditta che gestisce la discarica, l’aumento della puzza è dovuto all’aumento del conferimento. Insomma regione e provincia violano le loro stesse regole.

Dopo l’appuntamento del 9 è già in programma una nuova tappa, martedi’ 13 nel comune di Mugnano nel quartiere di Mugnano 2000, per un meeting point di lotta anche su quel territorio.

Solo con la ripresa dei blocchi e della mobilitazione popolare possiamo riuscire a bloccare i piani del governo e della Regione Campania.

 

Prossimi meeting point :

Venerdi’ 10 settembre , 17:30 , Rotonda Titanic, Marano

Martedi’ 13 settembre, ore 18:30 Via Cesare Pavese, Mugnano

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano

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